lunedì 15 gennaio 2007

Miei cari zaghini/e ringraziamo in maniera solerte la cognata che questa settimana ci delizia con il seguente consiglio:
About Marie Antoinette

“Tutto ciò è ridicolo!”, “Tutto ciò è Versailles, Madame!”.

Indicativo, essenziale. È da tanto che non si vedeva una sceneggiatura che sapesse giocare con la macchina da presa e, soprattutto, una macchina da presa che sapesse rispettare la sceneggiatura... In realtà è da quando non arrivò sullo schermo la disarmante, malinconica simpatia di Bill Murray perduto, o meglio “Lost in traslation”, insieme a Sofia Coppola. Ancora una volta è lei, questa legittima figlia d’arte (qualcuno che sa fare davvero il mestiere dei padri...) a insegnare come si gira un nuovo film: niente di nuovo eppure niente di rivisto, non obsoleto ma neanche eccessivo per fare colpo sullo spettatore... soltanto “La vita segreta di Maria Antonietta”, come il libro di memorie da cui è tratto scritto da madame Campane, la cameriera personale della sfortunata regina-ragazzina. Così “Maria Antonietta” è solo un racconto di immagini e poche parole, ma con una scelta di musiche davvero indiscutibile (un excursus nel rock di tutto rispetto, che non tralascia neanche il fenomeno the Strokes!), che la macchina accompagna smarrita prima, con l’arrivo nella nuova, sconosciuta patria, e padrona poi, nell’eccentricità di una corte immersa nei fasti e assolutamente lontana dal mondo...
Lontana anche la comprensione del pubblico e, ciò che più fa pensare, della critica, che non ha saputo apprezzare questo ‘neo realismo storico’. Qualcuno ha detto: “Non si parla del popolo”, e perché si dovrebbe? I nobili che vivevano Versailles ne parlavano forse? Cerchiamo di mettere i piedi nel 1789 e cercare di capire quale fosse lo stile di vita, le ambizioni e le aspettative di due monarca saliti al trono a 20 anni, fino ad allora protetti dal nonno, Luigi XV.

Evidentemente è chiedere troppo... ma è sicuramente troppo, secondo il modesto parere di una cinefila, troncare la modesta presenza di un’attrice assolutamente non invadente, ma bellissima, come Kirsten Dunst, un eccellente Jason Francesco Schwartzman Luigi XVI, impacciato e goffo al punto giusto (La bravura è di famiglia? Schwartzman è il cugino della regista!), e l’educata regia della Coppola, che apre gli occhi degli spettatori senza spalancarli, ma svegliandoli, dolcemente,

“Tutto ciò - permettete la citazione - è ridicolo!”.

La Cognata

In sala: Nuovo Olimpia – Via in Lucina, Roma

p.s.:il consiglio che avete appena avuto l'onore e la delizia di leggere è stato pubblicato senza applicare alcuna censura dal webmaster pertanto lo stesso declina ogni responsabilità derivante dalla sola lettura del consiglio medesimo.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

... e poi è una mariaantonietta tutta rosa!!!!

;)

Samantha Catini ha detto...

Non avevo dubbi! Qualcuno si sarebbe accorto della ROSITÀ della queen! Ciao a tutti!

Zago ha detto...

e già..la volevamo tutti vede una queen... non drugqueeen.. magari vestita de nero!!!!
un bacione a utte voi mie care... e dunque buona visione!!!

lalla ha detto...

ma perchè hai messo la foto della mia gara??è orrenda!!!!!!!!!!!vuoi infangare una piccola e meravigliosa zaghina...